Velocizzare il proprio server per WordPress

Questa vuole essere una breve guida per chi ha la necessità di velocizzare il proprio server di hosting linux (in questa guida utilizzerò uno dei miei server con CentOS). Velocizzare i siti web ospitati non è legato solo al server, ma naturalmente anche a tanti altri fattori che riguardano i propri siti, che devono essere sviluppati con cura e professionalità. Nel caso di WordPress ci sono tante cose che si possono fare e tanti plugin, questa guida vuole semplicemente essere un buon punto di partenza: lascio a voi sperimentare quale configurazione vada meglio per voi, la fase di test e di verifica continua dei log e delle prestazioni del proprio server è come sempre fondamentale.

PREMESSA: se non siete pratici di server, Linux, console e terminali, questa guida non fa per voi: non è una guida completa, ma una raccolta di suggerimenti e indicazioni per chi mastica almeno un po’ l’argomento. Per questo motivo non è approfondita ma lascio ai link ai siti ufficiali l’onere di descrivervi nel dettaglio tutto quanto, e a questo video tratto dal Wordcamp di Torino del 2016 (cui ho partecipato) in cui viene ben illustrato il quadro generale sull’argomento.

Analisi dei siti

Innazitutto partiamo da uno dei più famosi siti di test online, che ci può dare ottime indicazioni sui siti ospitati sul nostro server: GT Metrix

check website speed

Inserite l’URL del vostro sito e verificate i valori di performance: scorrendo la pagina troverete molte informazioni e suggerimenti utili da attuare. Riuscire a migliorare i valori è il vostro obbiettivo.

In questa guida seguirò questo schema:

Memcached

Serve a ridurre il carico sul database per i siti dinamici come WordPress. Su CentOS si installa così da terminale del proprio server:

yum install libevent-devel
yum install memcached php-pear php-pecl-memcache

Dopodichè si può personalizzare la configurazione:

vi /etc/sysconfig/memcached
PORT="11211" 
USER="memcached" 
MAXCONN="1024" 
CACHESIZE="2048" 
OPTIONS=

ora bisogna finire la configurazione:

chkconfig --levels 235 memcached on
service memcached start

Nginx

E’ un  reverse proxy server, serve a utilizzare in maniera efficiente le risorse di sistema quando si forniscono contenuti statici.

Per installarlo su CentOS:

sudo yum install epel-release
sudo yum install nginx
sudo systemctl start nginx

oppure seguire la guida ufficiale.

GZip

Innazitutto potete verificare se GZip è attivo utilizzando il sito Check GZ Compression o direttamente da terminale:

/etc/init.d/nginx status

Se non è attivo, occorre configurarlo, aprendo il file di configurazione:

vi /etc/nginx/nginx.conf

cercate questa riga di codice:

#gzip on;

e sostituitela con queste:

gzip on;
gzip_comp_level 4;
gzip_http_version 1.0;
gzip_proxied any;
gzip_min_length 1100;
gzip_buffers 16 8k;
gzip_types text/plain text/html text/css application/x-javascript text/xml application/xml application/xml+rss text/javascript;
gzip_vary on;
gzip_disable "MSIE [1-6]\.(?!.*SV1)"

dove “gzip_comp_level 4” indica il livello di compressione richiesto con indice massimo di 9.

Abilitate Gzip:

/usr/local/psa/admin/sbin/nginxmng -e
service nginx restart

Plugin

Si può ora procedere a installare diversi plugin utili sui siti WordPress ospitati sul vostro server (consultate i siti ufficiali per tutte le informazioni sulla loro configurazione avanzata):

Batcache: serve a far sfruttare Memcached al vostro sito.

BJ Lazy Load: velocizza il caricamento della pagina nel browser.

Autoptimize: serve a minimizzare i file JS, CSS e HTML.

WP Super Cache: un potente motore di caching che crea file HTML per velocizzare l’esecuzione del sito. Nelle configurazioni avanzate scegliete inizialmente le opzioni indicate con “raccomandata“.

Problema pagina manutenzione WordPress

wordpress_manutenzione

Nel caso durante un aggiornamento di WordPress qualcosa vada storto, e il vostro sito si blocchi sulla schermata bianca con la frase “WordPress Momentaneamente non disponibile per manutenzione. Riprovare fra un minuto” la soluzione è collegarsi via FTP al vostro spazio web, e rimuovere manualmente il file .maintenance che si trova nella directory principale. Il sito tornerà subito visibile. Occorre controllare che alcuni plugin o temi che stavate aggiornando siano ancora attivi, può capitare che siano disabilitati o corrotti a seguito del fallimento dell’operazione di aggiornamento.

maintenance

 

Convertire sito multilingua in WordPress da qTranslate a WPML

wpml_logoCome molti programmatori che usano spesso WordPress per i propri lavori (personali, come questo blog, o commerciali), ho avuto necessità di creare e gestire più lingue all’interno dei siti. Tra i vari plugin nel web, i più usati sono generalmente QTranslate (gratuito) e WPML (a pagamento). Qtranslate è stata inizialmente la prima scelta, dovuta al fatto che gestisce bene i contenuti multilingua, ed è gratuito. Tuttavia, non si è rivelato affidabile per siti commerciali, in quanto spesso non viene aggiornato tempestivamente ad ogni nuova release di WordPress. Per questo motivo da circa 2 anni mi affido all’ottimo e potente WPML.

Cosa fare però dei siti creati in QTranslate? Ecco una guida veloce per effettuare il trasferimento da un plugin all’altro:

  1. Scaricare WPML dal sito ufficiale
  2. Scaricare il plugin qTranslate Importer: http://wordpress.org/plugins/qtranslate-to-wpml-export/ (al momento il plugin segnala compatibilità fino alla versione 3.6.1 di WordPress, io l’ho testato con la versione 3.8.2 e ha funzionato perfettamente Aggiornamento del 3/9/2014: il plugin è stato aggiornato alla versione 1.3 e ora anche il sito dichiara la compatibilità).
  3. Effettuare un backup completo del Database del vostro sito WordPress.
  4. Disattivare qTranslate
  5. Installare ed attivare WPML, senza configurarlo: il plugin di importazione si occuperà di farlo, con una procedura guidata.
  6. Installare il qTranslate Importer
  7. Avviare il qTranslate Importer e seguire le indicazioni passo-passo.

Al termine, sarà necessario molto probabilmente eseguire alcune modifiche al file .htaccess (vi verranno mostrate a schermo dall’importer)

Inoltre, consiglio di verificare ogni pagina del sito: purtroppo alcune non vengono ripulite completamente, e presentano tutte le lingue in una schermata unica. Un semplice (dipende dal sito) lavoro di copia & incolla sarà sufficiente per ripristinare le pagine mancanti, oppure si può ricorrere al plugin di traduzione delle stringhe di WPML (lo trovate nel vostro account WPML tra i download a disposizione).

La procedura descritta è stata provata e verificata su WordPress 3.8.2, qTranslate 2.5.39qTranslate Importer 1.2 e WPML 3.1.4.

Aggiornamento del 3/9/2014: testato funzionante (e migliorato!) su WordPress 3.9.2, qTranslate 2.5.39qTranslate Importer 1.3 e WPML 3.1.4.