Cambiare la dimensione delle mailbox da riga di comando su Plesk Odin

L’interfaccia Power User di Plesk Odin non consente l’impostazione dei piani di servizio nè l’impostazione del limite di default della dimensione delle caselle email del server, pertanto in caso di migrazione di domini da altri server ci si ritrova impostata la dimensione precedente, senza possibilità di cambiarla, a meno di non fare l’upgrade della propria licenza.

Tuttavia per modificare la mailbox size di tutte le caselle del server reimpostandole su “unlimited” è sufficiente collegarsi via SSH e scrivere la seguente riga di comando:

mysql -uadmin -p`cat /etc/psa/.psa.shadow` psa -Ne "select name from domains where parentDomainId=0 and webspace_id=0" | while read a; do /usr/local/psa/bin/subscription_settings -u $a -mbox_quota -1; done

Se si vuole impostare un valore specifico basta sostituire il valore dopo “-mbox_quota“, ad esempio con 500M per avere una casella da 500 Megabyte o 1G per 1 Gigabyte

Cancellare i propri dati personali da Google

Stanco di suggerimenti mirati nelle ricerche su Google, di video suggeriti su Youtube, di pubblicità mirata, ho deciso di dare un’occhiata più approfondita alle impostazioni della privacy di Google, per provare a tornare al “vecchio” Google, che non mostrava suggerimenti e risultati di ricerca così condizionati dalla mia cronologia. E così ecco questa guida, per provare l’ebbrezza di vedere quanta roba è memorizzata su Google dalla nostra attività su internet (da computer, smartphone, tablet… ovunque si abbia un qualcosa collegato a Google), dagli spostamenti di posizione localizzati su Google Maps a tutte le ricerche effettuate giorno per giorno sul motore di ricerca.

Il punto di partenza è questo: https://history.google.com/history/

Da qui è possibile “divertirsi” (o spaventarsi, a seconda dei casi) a scorrere l’immenso archivio che Google si è costruito con il nostro utilizzo dei suoi servizi. E’ possibile gestire quali e all’incirca quante informazioni condividere (o meglio “regalare”) e tenere in archivio. Oppure disattivare tutto.

Innanzitutto partiamo cliccando sul menu in alto a sinistra per accedere alle varie sezioni:

cancellare_dati_personali_google_e_youtube_1

e da lì entriamo nelle varie sezioni:

cancellare_dati_personali_google_e_youtube_2

Dopo aver dato una sbirciata, procediamo a cliccare sulle impostazioni (tasto in alto a destra):

cancellare_dati_personali_google_e_youtube_3

possiamo scegliere tra Opzioni di Eliminazione per decidere quanta roba pregressa lasciare su Google:

cancellare_dati_personali_google_e_youtube_5

oppure disattivare tutto quanto, sezione per sezione:

cancellare_dati_personali_google_e_youtube_4

Non dimenticatevi di dare un’occhiata anche a questa pagina, e controllare se tutto è disattivato, e le impostazioni su come ricevere gli annunci pubblicitari.

Se volete scegliere di disattivare e rimuovere tutto, può essere interessante provare a fare qualche ricerca su Google e Youtube prima di quest’operazione, e ripeterla dopo. I risultati nelle ricerche saranno parecchio diversi.

Buona privacy!*

* per quanto di privacy sia difficile avere una certezza nel web moderno, se davvero ne sentite così il bisogno (io non lo sento, ma forse è rassegnazione…) il modo migliore è quasi sempre utilizzare la navigazione in modalità anonima presente nei principali browser. Altro che cookie law!

Problema virus / malware Napolitano su router DLink, iPhone, WiFi, cellulari

Iniziano a capitarmi frequenti richieste di assistenza su “apparenti” infezioni del “virus di Napolitano”, come comunemente chiamato dagli utenti meno esperti. La famosa pagina di Napolitano e della Polizia di Stato che vi invitano ad espiare le vostre colpe sul web inviando denaro a degli sconosciuti  si presenta su computer infetti da virus, e molti rimangono sorpresi a vederla comparire anche su cellulari, iPhone, iPad e computer Linux e Mac, che in genere vivono abbastanza tranquilli da infezioni di questo genere. Tuttavia in questo caso il problema non è legato a un virus, ma alla vulnerabilità di una gran serie di modelli di modem/router per la connessione ADSL casalinga, tra le cui marche spiccano D-Link, Hamlet, TP-Link, Kraun e non solo). Tale vulnerabilità consente di modificare dall’esterno le impostazioni del router in modo che gli utenti siano costretti a visitare la famigerata pagina mentre navigano da un qualsiasi connesso via cavo o WiFi al dispositivo “hackerato”.

virusnapolitano

Prima di perdere tempo quindi cercando di trovare il virus nei vostri dispositivi, occorre concentrarsi sul proprio modem router.

Per chi è un po’ più esperto, può inizialmente tentare un test del proprio apparecchio andando alle pagine: http://upnp-check.rapid7.com/ e http://rom-0.cz/ anche se i risultati non sono sufficienti ad escludere al 100% la vulnerabilità.
Per risolvere il problema, è meglio innanzitutto resettare alle impostazioni di fabbrica il router, e cercare un aggiornamento (upgrade) del firmware (se esiste), in genere disponibile sul sito della casa produttrice. L’operazione di aggiornamento del firmware non è difficile ma è delicata. Dopodichè si consiglia di disabilitare la possibilità di amministrare a distanza il router (tipicamente sotto la voce REMOTE ACCESS MANAGEMENT o simile).
Se non siete particolarmente pratici di impostazioni dei router, e se IP, DNS, LLC, PPOE  sono sigle a voi sconosciute è meglio rivolgersi a un centro di assistenza.

Rimuovere certificati e chiavi SSH dal terminale di MacOS

Nel caso sia necessario dover rimuovere dei certificati di accesso a server in remoto via SSH attraverso il terminale di MacOS (ad esempio un certificato è cambiato e viene rifiutata la connessione), sempre da terminale bisogna cercare la cartella:

/Users/*******/.ssh/

dove al posto degli asterischi c’è il nome dell’utente corrente; all’interno della cartella .ssh si trova il file:

known_hosts

da cui con l’editor VI si possono rimuovere le righe interessate (ognuna inizia con l’IP del server di cui si è memorizzata la chiave), oppure si può cancellare tutto il file.

 

Lista nera (blacklist) per parental control sui router e reti wifi

parental control reti wifi pubbliche
Esempio di lista nera

Se vi trovate nella necessità di limitare il traffico di una rete wifi pubblica (ad esempio in un ristorante, spiaggia, bar, rete lan della scuola, ecc…), se il vostro router lo supporta, potete inserire una lista nera (blacklist) vietando l’accesso a siti “non graditi”, come ad esempio pornografici, di file sharing o di streaming. Questo vi permetterà di tenere sotto controllo la rete e limitare anche il traffico.

Dove trovare una lista completa di siti da bloccare? In rete  si trovano molti archivi, divisi per “tipologia” di sito. I file sono organizzati in comodi archivi, ecco alcuni link:

http://www.shallalist.de/categories.html

http://squidguard.org/blacklists.html

 

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