[Cronache della Soffitta è una newsletter pubblicata originariamente su Substack]

Cosa c’è di bello ad Halloween se non una bella storia di paura? E cosa c’è di meglio che farsela raccontare? Ecco allora che dalla mia soffitta saltano fuori tre malconci fascicoli delle serie di audiocassette de I Racconta Storie e C’Era una Volta, due pubblicazioni da edicola degli anni ‘80 che chi è cresciuto in quegli anni, come me, sicuramente non ha dimenticato.
Sono raccolte di fiabe e storie prese da tutto il mondo, riadattate per essere raccontate a un pubblico molto giovane, accompagnate da un fascicolo con cui seguire la lettura. Niente giochi, rubriche o pubblicità: solo e semplicemente storie e lettura.
Ricordo che alcune storie mi sono rimaste molto impresse, anche perché erano lette in maniera davvero eccelsa da grandi attori dell’epoca, i cui nomi figuravano nei crediti del fascicolo.


Particolare dell’interno con l’elenco dei lettori
Senza avere a disposizione grandi quantità di libri meravigliosamente progettati per bambini come oggi, e soprattutto non essendo abituati ad avere accesso allo streaming per guardarsi un cartone quando si vuole, quelle audiocassette (o musicassette, come preferite) erano una porta di accesso sempre pronta a un mondo fantastico in cui entrare, una sorta di “streaming analogico” fatto di riavvolgimento di cassette usando una matita, per la paura che il rewind del registratore ingarbugliasse tutto (e quando lo faceva, si rischiava di danneggiare irreparabilmente il nastro). Così i tuoi episodi preferiti erano sempre pronti per essere ascoltati, accompagnati dalla lettura sul fascicolo, con un caratteristico suono “plin!“ che indicava che occorreva voltare pagina.

Le ascoltavo quando ero ai primi anni delle Elementari (quelle che magari presto potrebbero chiamarsi Liceo Primario, visto che il Ministro ha da poco trasformato tutte le “Superiori” in Liceo…), e molte storie mi sono rimaste impresse, come quella di Gobbolino, il Gatto della Strega. Proprio grazie alla lettura particolarmente curata dell’attrice che impersonava le streghe, quella storia mi faceva paura al punto da mandare la cassetta avanti veloce, proprio come fa su Netflix il mio bimbo quando qualche cartone ha qualche scena che lo preoccupa. Anche sentire qualcuno che legge bene era molto importante: faceva capire come un semplice testo porti con sé qualcosa in più e avvicinava davvero al piacere della lettura.(1)



Copertina pasticciata da me, e alcuni dettagli de fascicoli interni
I Racconta Storie rappresentano il piacere di ascoltare senza il bisogno del costante e martellante stimolo visivo con cui contenuti e storie vengono prodotti, frammentati e distribuiti su internet, anche semplicemente attraverso un reel su WhatsApp. Non a caso negli ultimi anni hanno preso a spopolare i podcast e sono cresciuti in maniera considerevole gli audiolibri.(2)

Sto tenendo parecchi corsi di formazione sull’IA per i colleghi docenti di scuola, e chiacchieriamo spesso della paura di una sorta di distopica “atrofia cognitiva” cui sembriamo tutti essere destinati a causa della deriva di internet tra social e algoritmi, amplificata dall’uso acritico dell’IA per svicolare dallo studio. Quando dico “tutti“, intendo che gli studenti di oggi sono d’altronde il “tutti“ di domani. In questo però devo dire che è proprio il papà del World Wide Web, Tim Berners Lee (3), nel suo recente libro “This Is for Everyone” che sto leggendo, a ridare un po’ di fiducia nella sua invenzione. Mostra infatti che, se guardiamo la rete con spirito critico, non tutta internet è pessima, perché la gran parte è positiva. Il problema è più che altro che la maggior parte delle persone spende una quantità smisurata di tempo quasi solo nella parte “marcia”, che crea dipendenza e alimenta odio, tensioni e bias, proprio quelli che attanagliavano il micetto Gobbolino, che non poteva essere amato solo perché nasceva diverso: non tutto nero come ogni gatto di strega che si rispetti, ma con una zampetta bianca.


Altri lettori e particolare della copertina
In soffitta mi sono rimasti solo questi tre fascicoli un po’ pasticciati, mentre delle cassette, purtroppo, non c’è nessuna traccia. Per fortuna sul web è esistito fino a poco tempo fa uno storico sito che ne ha preservato la storia digitalizzandole insieme ai fascicoli, al momento visitabile su Internet Archive (4), un altro progetto dell’internet “buono” che purtroppo sta avendo grossi problemi a causa dell’IA (5).
Vi lascio alla prossima avventura in soffitta con il video del jingle introduttivo che apriva tutte le musicassette, al solito appena avrò tempo di prepararla perché questo è un periodo di lavoro scolastico particolarmente intenso. Buona domenica!
Link al video: https://www.youtube-nocookie.com/embed/T1Q63Ts1_t8?rel=0&autoplay=0&showinfo=0&enablejsapi=0
Note:
- A tal proposito, seguo molto volentieri qui su Substack la newsletter de “La Musifavolista”, che si occupa proprio di questo argomento, che mi piace particolarmente anche perchè lo fa da Genova, città cui sono molto legato da ex universitario e ligure.
- Secondo l’Associazione Italiana Editori, nel 2025 gli italiani hanno speso ben 34 milioni di euro in abbonamenti agli audiolibri, con una crescita del 13% in un anno: https://anon.to/QtAGoL
- Non a caso è uno dei miei idoli informatici da sempre, e ne racconto qualcosa nel mio ebook che puoi scaricare gratuitamente dal mio blog: https://simonezanella.it/non-e-un-bug-e-una-funzionalita/
- Oasi delle Anime su Internet Archive: https://web.archive.org/web/20250325205400/https://www.oasidelleanime.com/minisiti/raccontastorie/index.htm
- ”Internet sta perdendo la memoria” – Il Post: https://www.ilpost.it/2026/10/23/internet-archive-giornali-intelligenza-artificiale/