Quasi nessuno si ricorda che Jovanotti è stato Paperotti

[Cronache della Soffitta è una newsletter pubblicata originariamente su Substack]

Cosa c’è di più appropriato di questa figurina per ricordarci che le feste sono finite per noi prof? Eh sì, perché con l’1 di settembre inizia il nuovo anno scolastico, si parte con collegi dei docenti, riunioni, corsi di formazione, e in un attimo si tornerà in aula.

Questa volta dai miei scatoloni in soffitta è spuntato un album di cui ricordavo l’esistenza, ma del quale non ricordavo davvero i contenuti. O almeno, lo ricordavo semplicemente come un album simpatico e un po’ pazzo, pieno di figurine di paperi, forse perché ero ancora alle elementari. Guardando oggi ciò che contiene realmente, ci si rende conto che è una perfetta sintesi della cultura giovanile di fine anni ‘80, ovvero un mix di tendenze proposte con tanto, tanto trash.

Oltre alle classiche figurine, l’album ne conteneva versioni alternative trasparenti, dorate e argentate. Non era raro trovarne appiccicate ai vetri delle macchine, soprattutto quelle più “cattive”.

L’album è “1 2 3… Go Paperotti Go“ e siamo nel 1989, e riprende il successo nazionale del programma tv dell’allora imberbe Jovanotti, alle prese col boom del rap. In copertina lo troviamo subito dietro al suo alter ego Paperotti col suo inconfondibile “è qui la festa“, accompagnato da altre tre figurine che dovrebbero rappresentare il “meglio” di quell’anno: Francesco Salvi col suo tormentone “è un diesel“, Charlie (autore di una hit dall’esotico titolo “Faccia da Pirla“) e un certo “Lulli“, che ho dovuto cercare con l’IA per capire chi fosse, dato che proprio non lo ricordavo. (1)

È un album permeato di scuola, che scherza su tante cose senza pensarci molto e con leggerezza, infilandoci anche qualche tema delicato come droghe e fumo, ma che propone insieme alcuni contenuti che oggi sarebbero ritenuti inadeguati, almeno per il target dell’album.

“Io credo di odiare la scuola come la maggior parte dei paperi e anche di più!
Soprattutto quando mi beccano (e le beccate di un papero prof ve le raccomando) che sono impreparato.
Devo ammettere però che questa istituzione, per quanto vecchia sia, ha sempre comportato dei vantaggi per gli studenti: come le pischelle, per esempio, con le quali si può fare amicizia facilmente; o come le vacanze di Natale che ti permettono di startene a casa per quindici giorni proprio mentre pensavi di essere stanco della dura vita di studente.
Insomma, tutto sommato W la scuola!”
(2)

Non è proprio tutto opera sua: quello che compare all’interno arriva dalla tv di quegli anni e dalle hit “da Festivalbar” del momento. Ecco perché ritroviamo una figurina del calibro di “Alzati la gonna“, successo alquanto discutibile dell’estate precedente, ma anche figurine come”Tintarella Integrale” e “Cucco alla grande” ce la mettono tutta per fomentare lo studente in crisi ormonale.

Passiamo all’allarme sociale. Da sempre la scuola è uno dei primi posti dove si fa informazione e sensibilizzazione su fumo e droghe. E non è facile. Quest’album ci prova, anche se in maniera forse un po’ troppo leggera. Nel 1989 c’era una grande paura globale, che forse solo chi è cresciuto in quegli anni ricorda: l’AIDS.

Ora però alleggeriamo un po’ con qualche figurina meno “impegnata”. Intanto, data la natura del programma di Jovanotti (che compare disegnato al pari dello scopiazzamento di un’IA in diverse figurine), sono sparpagliate illustrazioni dedicate ai loghi di band famose come i RUN DMC e i Beastie Boys, il che fa un po’ ridere se viste accanto alle meteore di cui abbiamo accennato prima.

C’è spazio anche per personaggi esuberanti e di tendenza, motivo per cui pure il mitico Ruud Gullit del Milan degli olandesi si ritrova ritratto (probabilmente a sua insaputa) nell’album.

Francesco Salvi ha addirittura una sezione dedicata con tanto di trafiletto.

L’album aveva anche delle idee carine, come presentare versioni alternative delle figurine in formato dorato, argentato, ma soprattutto trasparente, cosa che portava a vederle spesso appiccicate sul posteriore delle macchine (io ne ricordo una con la scritta “Non tamponatemi”, con ovviamente una paperotta che indicava il sedere, ma che non ho trovato in questo album, che non è completo).

Per chiudere con finezza…

Note:

(1) Cercando su Youtube, si possono trovare spezzoni incredibili come questo in cui dei giovanissimi Max Pezzali e Mauro Repetto si dedicano proprio al rap: Link a Youtube Lulli invece compare in questo video del programma: Link a Youtube

(2) Tratto dall’interno dell’album.

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