[Cronache della Soffitta è una newsletter pubblicata originariamente su Substack]
Anche quest’anno a scuola, verso fine novembre, sono iniziate a comparire le classiche figurine dei calciatori, quelle dell’immortale editore Panini. Complice un corso a indirizzo sportivo, quest’anno ne vedo girare tantissime. Le ritrovi ovunque: appiccicate sulle porte dei bagni, sul bordo della lavagna o sulla schiena di qualche malcapitato studente.
Ma il posto preferito restano gli armadietti. Nella mia scuola gli studenti non hanno un’aula fissa e si spostano di continuo come nomadi (la chiamiamo didattica “all’americana”, per fare i fighi negli orientamenti, ma il nome corretto è “DADA”). Ed è proprio per questo che ognuno ha il suo armadietto per le proprie cose. E cosa c’è di più fastidioso che ritrovarsi la facciona del bomber avversario appiccicata sulla propria anta dopo una sonora sconfitta della squadra del cuore?

Questa caratteristica “collosa” delle figurine è sempre stata la loro anima, qualcosa capace di stimolare i sensi grazie al tatto e all’odore tipico di questi piccoli ritratti. Un’abilità che tra l’altro conferisce una seconda vita anche ai “doppioni”, perché si possono usare per personalizzare i propri oggetti (quaderni, agende, portatili, cover di smartphone…), o, come raccontavo prima, anche per fare qualche bonario scherzetto.
La scuola è sempre stata un posto dove scoprire giochi e cose da fare nel tempo libero. Io scoprii le figurine proprio lì, quando in terza elementare iniziammo tutti, al solito senza un apparente motivo che ricordi. Ho una collocazione certa proprio perché ho ancora il mio primo album, un Calciatori 1988-89, ma non è di lui che parliamo stavolta. Nel ritrovare diversi album, me ne è capitato tra le mani uno molto, molto particolare: quello delle Score Gold 1993.

Un altro di quegli album che consideravo ormai sepolto in qualche discarica (non erano tempi di differenziata). Invece è saltato fuori, in condizioni pressoché ottime. Per questo motivo le foto che trovate non sono granché: non ho osato tirar fuori le card dal raccoglitore plastificato, temendo di rovinarle o che si disintegrassero come in un film di Indiana Jones.
“Che peccato dover aspettare molti mesi prima di poter collezionare le loro nuove figurine. Gli scambi con gli amici di quelle vecchie non hanno più lo stesso sapore. Ora però, per la prima volta, potrai riprovare subito il divertimento del tuo passatempo preferito grazie all’edizione speciale delle Figurone Score: la collezione Gold ’93.” (1)
Non sono figurine, le chiamano FIGURONE. E sono il secondo tentativo di portare in Italia un genere che è tipicamente americano, quello delle “card”2. Si tratta di carte decisamente grandi (sono praticamente del formato di una classica carta da gioco), che portano sul retro una descrizione del calciatore. E non si fermano a questo: stadi, allenatori, risultati della scorsa stagione, titolari della Nazionale.

Ci sono anche tanti extra: gli hobby di alcuni calciatori, approfondimenti sulla tecnica, caricature di quelli che hanno cambiato squadra durante l’estate. Praticamente una Wikipedia del calcio. Era interessantissimo e affascinante leggere tutte queste cose, mentre gli album cui ci aveva abituato la Panini erano principalmente corredati dalle solite tabelline con le statistiche numeriche (data di nascita, gol, presenze, squadre passate).


Careca ci parla del suo hobby (che potrebbe prestarsi a facili ironie…) e Baresi del suo idolo.
Inoltre erano accompagnate da un raccoglitore a tasche plastificate bello ingombrante, che pesa pure parecchio, nonostante me ne manchino diverse. Costava caro, quasi 20.000 lire, così come costavano care le bustine (mi pare 1.500 lire). Non era poco, e infatti eravamo in pochi a collezionarle. Secondo l’inserto iniziale, quelle card dovevano diventare lo standard anche da noi, perché in America quelle più particolari, soprattutto di calciatori in erba divenuti poi famosi, raggiungevano cifre considerevoli.
“Collezionare figurone è un modo nuovo e divertente per conoscere e documentarsi sul proprio favorito calciatore italiano. Molti, in particolare negli Stati Uniti, collezionano da molti anni figurone sportive perché esse informano ed hanno un valore di mercato.” (2)

Dato che il luogo di incontro principale che avevamo era la scuola, portarsi dietro quel raccoglitore cicciotto e etti di doppie non era l’ideale. L’album Panini stava comodamente tra i quaderni. Non potevi appiccicare quelle card in giro. Restavano lì, a prendere polvere e ad occupare molto spazio (infatti non ho trovato doppie in soffitta, solo l’album). Io che ho il pallino dei giochi da sempre avevo anche inventato una sorta di gioco del calcio in cui utilizzare ledoppie, precursore di quelli di carte collezionabili che sarebbero comparsi a breve in quegli anni.


Due allenatori di oggi che hanno regalato le ultime gioie alla Nazionale: un giovane Lippi all’Atalanta, e Mancini all’apice della carriera.
Comunque, ho avuto la fortuna di scoprire tempo fa una fantastica newsletter dedicata proprio agli album dei calciatori, Storie di Figurine , cui ho chiesto di partecipare a questa avventura in soffitta:
Il mio primo ricordo legato alle figurine coincide con le gite in edicola la domenica mattina insieme a mio padre e mia madre. Non appena iniziava il campionato, li costringevo ad andare a controllare se l’album fosse finalmente uscito; a dirla tutta, il primo che stringevo tra le mani non era nemmeno il Panini (spesso sul finire degli anni ‘80 era a marca Euroflash). Per me le figurine erano una finestra aperta su un mondo che amavo: grazie a loro scoprivo i volti e le informazioni sui calciatori, le cui gesta avrei poi replicato a casa con il Subbuteo, a scuola con i compagni o nel cortile con gli amici.
Quegli album diventavano vere e proprie enciclopedie e, quando venivano inserite le squadre estere, mi divertivo un mondo a scoprirne le città. Poi arrivarono le “Figurone Score” e mi si aprì un universo: assecondavano ancora di più la mia fame di statistiche e informazioni. È vero, mancava il rito della colla e dell’album, ma quel vuoto era colmato da una marea di dati in più e da un duplice uso, sia come collezione che come gioco. Oltre a simulare partite con i dadi, facevo scendere in campo le “figurone”sul tappeto di casa, usando palline di carta stagnola e un calendario creato ad hoc dove segnavo ogni risultato. Furono una bellissima sorpresa all’epoca anche se, personalmente, le figurine classiche restano su un altro pianeta.


La card con la lista delle figurone, e le caricature dei calciatori protagonisti dell’ultimo calciomercato.
È incredibile scoprire, a distanza di 30 anni abbondanti, che c’era qualcun altro che condivideva la propria passione o il proprio hobby, arrivando pure lui a inventarsi un gioco da tavolo con i doppioni.
È un po’ questa la magia di queste passioni e il bello di andare a rovistare in soffitta.
Note:
(1) Tratto dal fascicolo introduttivo allegato all’album raccoglitore.
(2) Tratto dal testo presente in una speciale “figurona” descrittiva. Molto curiosamente presentava un refuso di stampa nel titolo: “Collezionare Figurino Sportive”. Mi sono immaginato la scena in redazione: «Correggi quel titolo, non “Figurine”, usa la “O”» «Fatto!».